Lo studio gioca la carta della multimedialità con YouTube, Telegram e Flipboard

Con il suo miliardo di utenti che ne fanno la terza piattaforma social dopo Facebook e WhatsApp, YouTube è un social network potenzialmente molto utile per la comunicazione del professionista poiché consente di realizzare un canale tematico per la distribuzione di video in rete.
Il professionista lo può utilizzare per realizzare, ad esempio, clip contenenti cicli di lezioni o interventi relativi al proprio lavoro, che risulteranno, se ben confezionate, molto più interattive e attraenti di testi scritti sullo stesso argomento così da fidelizzare seguaci, trasformarsi in contatti professionali, generare interazioni con il proprio sito internet e, di conseguenza, migliorarne indicizzazione e visibilità.

Non siamo tutti telegenici
Quel che aiuta un buon contenuto ad avere successo in un video generato per YouTube è la brevità, se accompagnata da una accettabile qualità dell’immagine, in termini di luce, stabilità e nitidezza e dell’audio.
La prima verifica per chi intenda cimentarsi con questo mezzo riguarda la propria telegenia, ovvero la innata virtù di apparire bene in video, ma se questa è del tutto involontaria e pressoché immodificabile, si può invece lavorare, esercitandosi, sulla capacità di esprimersi correttamente e in maniera fluente, con buone pronuncia e dizione e aiutarsi con un testo chiaro, breve e scorrevole.
È preferibile che il testo non venga letto, ma serva unicamente da traccia, per essere seguito nella esposizione. In caso il contenuto lo consenta, il video può anche consistere nella proiezione di una presentazione accompagnata da una traccia audio di accompagnamento.
I migliori applicativi per realizzare presentazioni consentono questa opportunità.
In questo caso, la piattaforma più adatta ad ospitare la presentazione, che può essere utilizzato parallelamente a YouTube è, senza dubbio, Slideshare, piattaforma prima autonoma poi acquisita da LinkedIn nel 2012.

Tags e parole chiave aiutano la ricerca
Nella tenuta del canale YouTube, è consentito all’utente di caricare il video in bozza e mantenerlo privato fino a che non sia certo di volerlo pubblicare. Il lavoro infatti non può considerarsi esaurito con la realizzazione del video, prima di condividerlo sul web occorre accertarsi che sia munito di tutte le informazioni di corredo utili a farlo trovare dagli utenti che rappresentano potenziali clienti dello studio.
Anche su YouTube funzionano i Tag, cioè le “etichette” che consentono di classificare il contenuto e quindi di farlo trovare all’utente che lo stia cercando. Le keyword, ovvero le parole chiave che consentono la sua facile identificazione da parte degli utenti vanno inserite con cura nel titolo e nella descrizione del video.
All’apertura del proprio canale vengono resi disponibili dalla piattaforma utilissimi sistemi di analisi delle visualizzazioni che aiutano a migliorare la produzione dei contenuti e forniscono numerose informazioni sul pubblico che lo ha visualizzato.
I contenuti di YouTube sono facilmente condivisibili sugli altri canali Social, il che moltiplica le opportunità di visualizzazione, la piattaforma fornisce anche il codice (in linguaggio di programmazione Html) per incorporare (embed), il video sul proprio sito/blog.
Telegram, più professionale di WhatsApp
La piattaforma relativamente recente è stata lanciata nel 2013 e ha presto acquisito un largo consenso tra gli utenti che nel 2017 si attestano sui 100 milioni per uno scambio, calcolato nel 2016, di 15 miliardi di messaggi al giorno.
Il rapporto con il numero di utenti di WhatsApp, piattaforma che può essere percepita come concorrente, è di 1 a 10, ma Telegram si è posizionato ai primi posti tra i software cloud based per lo scambio messaggi per l’uso professionale.
Il segreto è nella possibilità di usare Telegram in sincrono, tanto da smartphone e dispositivi mobili che da sul proprio computer in versione desktop.
Come le altre piattaforme di messaggistica, anche su questa è possibile inviare file di testo e immagini, link e video ed effettuare chiamate audio.
Le chat sono salvate nel Cloud, quindi non occupano spazio nella memoria dell’apparecchio dal quale si sta utilizzando Telegram, i messaggi sono criptati e possono essere cancellati automaticamente con l’impostazione di un timer, salvaguardandone, ove possibile, la privacy.

Un canale per inviare informazioni
Da un punto di vista professionale, oltre ai “gruppi”, utili per condividere informazioni e scambi con il proprio team fino a 200 persone e ai “supergruppi” (ampliabili fino a 5000 utenti), sono interessanti i Canali (Channels) di Telegram, che consistono in veri e propri strumenti di trasmissione di contenuti online.
Attraverso il Canale Telegram si può far arrivare, direttamente sul telefonino o sul computer dell’utente (che è invitato se il canale è chiuso o che può decidere di seguire o non seguire, se il canale è pubblico), un articolo, un file, un invito, una newsletter, insomma un contenuto di suo interesse.
Il canale può anche propagare l’avviso che qualche nuovo contenuto è stato pubblicato su altri canali dello studio, come il sito/blog, LinkedIn o YouTube, e raggiungere pressoché istantaneamente i destinatari. Non c’è limite al numero di utenti che può seguire un canale.
Flipboard, creare e condividere una vera e propria rivista tematica per lo studio
Flipboard non è considerato un Social network ma una piattaforma di aggregazione di notizie.
I due mondi si toccano là dove la facilità di condivisione dei contenuti sui Social e viceversa, consente di farli interagire facilmente e in maniera intuitiva. Nato nel 2010 con i suoi 500 milioni di download nel 2016, resta una delle piattaforme preferite per la lettura dei giornali, soprattutto negli Stati Uniti.
L’utilizzo professionale di Flipboard è piuttosto raffinato e meritevole di una cura dedicata.
La piattaforma consente infatti di creare una vera e propria rivista online utilizzando contenuti presenti sulla rete, come articoli tratti dalle riviste che si seguono (che possono essere veri e propri magazine o, anch’esse, riviste create da altri utenti), abbinati a contenuti prodotti dallo stesso professionista, ad esempio, articoli pubblicati sul proprio blog.
L’aggregazione è tematica e consente di realizzare un prodotto molto gradevole graficamente, in pochissimo tempo e di condividerlo (basta il link) con tutti i propri contatti (ad esempio inviando il link al canale Telegram).
È evidente che, come tutte le riviste, anche quella di Flipboard vada aggiornata e mantenuta e i contenuti vadano curati e selezionati con attenzione, l’approssimazione verrà penalizzata dallo scarso interesse dei follower.


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Intervista a Ius Law Web Radioby Paola Parigi
Convegno Bari 19 ottobre 2017

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